
Dopo anni trascorsi alla ricerca della perfezione, tra diete e palestre, per cercare di entrare in quella taglia 40-42, ecco che finalmente la moda si dedica alla maggior parte delle donne, quelle con i fisici non proprio perfettissimi. Era ora che l’alta moda decidesse di diventare più indossabile cercando di rindirizzare il proprio targer.
Viviamo d’altronde in un momento non facile, nel quale non ci si può permettere di sprecare soldi ed energie in abiti che non daranno nessun ritorno economico. Da luglio si inizierà a lavorare ad un progetto per creare una partnership con i migliori negozi del mondo e offrire un servizio su misura alle clienti. Alcuni capi dell’alta moda saranno inseriti nelle collezioni di prêt à porter e le acquirenti avranno la possibilità di apportare piccole modifiche e di scegliere i colori che preferiscono. Il tutto per duemila euro al massimo! Bazzecole!
Per quanto riguarda il mondo che guarda oltre alla moda, Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina hanno aperto la loro sfilata lo scorso 2 febbraio con un appello per sostenere l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. Ancora addolorati per la morte della loro migliore amica, malata di Sla, gli stilisti hanno portato in passerella Ron (testimonial dell’Aisla) e il presidente dell’associazione e hanno promosso una vendita di beneficenza.