Per una volta ho voluto essere egoista e trattare quella che è l’icona di tutti i tempi, spero non sia solo un mio pensiero però!
Sin dai suoi inizi la divina Audrey Hepburn catturava l’attenzione con una postura perfetta, movimenti terribilmente aggraziati, modi aristocratici e una figura snella. Ciò che ha sempre espresso è la femminilità, la vera Femminilità.
E’ stato per merito di “Vacanze romane” che il ciclone Audrey ha iniziato a conquistare le prime vittime, la sua moda è immediata, in quanto semplice ed elegante (forse un grazie deve anche essere rivolto alla costumista del film Edith Head!).
Nel 1954 Audrey Hepburn incontra lo stilista francese Hubert de Givenchy: la figura spigolosa di Audrey si adatta perfettamente alla semplicità austera e geometrica delle linee di Givenchy, all’uso del nero e di colori pastello, così allo stilista viene chiesto di occuparsi dei vestiti più sofisticati per il film “Sabrina”, uscito sempre nel 1954, mentre Edith Head disegna i vestiti più comuni.
Ed ovviamente, è sempre lei a disegnare i costumi per “Colazione da Tiffany”, mentre Hubert de Givenchy si occupa del guardaroba di Audrey. Il vestito nero che indossa sulla locandina e nelle immagini più note rappresenta perfettamente la raffinatezza sia dell’attrice che dello stilista e diventa il simbolo del film.
Questo è l’ “Audrey Hepburn style”, uno stile imitato da migliaia di donne, caratterizzato da un mix di semplicità e gusto che accompagna l’attrice in ogni sua azione, dentro lo schermo come nella vita quotidiana.
A me piace ricordarla anche per il suo lavoro umanitario, e non solo ai tempi d’oro di attrice “peperino” che tutti sicuramente ricorderemo bene. Per lei, una divina che se n’è andata troppo presto, ma che in fondo resta sempre con noi!
