Parigi e l’alta moda

marzo 27th, 2012

Parigi ha messo in scena l’alta moda: collezioni per dame di classe. Gli abiti couture non conoscono crisi. L’aumentato divario tra le fasce più ricche e quelle piu’ povere, che l’Ocse, segnala con preoccupazione, giova invece tantissimo alle case di alta moda parigina. Detto così suona politicamente scorretto, ma la concretezza dei fatturati parla chiaro: più 80 per cento per Valentino, più 50 per cento per Armani Privè,grandi balzi per Ginenchy. Per non parlare di Chanel, le cui vendite couture pare, tracciano da due anni solo curve ascendenti. A questo si aggiunge la ricchezza dell’ultimo calendario dei defilè dell’alta moda parigina, quello di gennaio 2012 per la primavera-estate, che ha visto tra gli altri il ritorno di Versace Atelier e l’esordio Giambattista Valli. Lo stilista produce abiti couture da sempre, si autoproduce e puo’ affermare con orgoglio che la sua boutique è stata pagata dalla vendite dell’alta moda. Forse in questo momento di crisi non tutti amano parlare di acquisti come questi ma dobbiamo pensare ad un investimento, alla stessa stregua di un gioiello importante oppure un orologio griffato.

Per lenire gli animi dei paladini della morigeratezza in tempi di crisi, vale la pensa ricordare che la haute couture è la sola voce che produce abiti esclusivamente made in France e Made in Italy. Qui manufatti cinesi ed indiani non solo sono banditi ma sono vietati per legge, secondo il ferreo regolamento del 1945 della Federation francaise des couturiers e des createurs de mode. Tanto che gli atelier, con i loro artigiani, maestanze e mestieri d’arte, sono protetti come si tutelano i beni artistici. E’ una storica fissazione di Valentino Garavani ereditata anche da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccoli, attuali creativi della maison, che hanno annunciato l’apertura di un secondo atelier a Roma per formare nuovi sarti, ricamatrici e future premiere, magari capaci di inediti preziosi virtuosimi!

 

Ragazzine e reflex: diamo il pane a chi non ha i denti

marzo 25th, 2012

Ogni giorno si perpetra, purtroppo, un dramma di dimensioni inaudite, che coinvolge milioni di macchine fotografiche, dai mille usi e praticità, che si prestano alle voglie e ai desideri malsani di adolescenti che hanno forse visto troppe puntate di “Donna Avventura”.

Vai a scoprire, negli ultimi anni, che non solo tutte queste adolescenti si dichiarano pazzamente innamorate della fotografia, ma affermano di aver sempre coltivato questa passione fin da piccole, magari con qualche pezzo di antiquariato di genitori o parenti.

Ora, molto probabilmente fino all’altro ieri queste ragazze utilizzavano per le foto più belle e meglio riuscite l’usa e getta della Kodak con la rotellina ricaricabile, ma a loro piace assai crederci, quindi alziamo le mani.

In realtà, c’è da dirlo, quello della reporter d’assalto è un duro mestiere, soprattutto perché non basta semplicemente avere una bella macchina fotografica con obiettivo chilometrico per fare la differenza, ma bisogna incorniciarla degnamente in un outfit di tutto rispetto.

Per prima cosa è necessario assumere un look fintamente trasandato, noncurante, che però è studiato in ogni minimo dettaglio… Il primo elemento che subito spicca sono gli ormai collaudati occhialoni da nerd, generalmente neri, di grandi dimensioni, che conferiscono un’aria intellettuale che ben si adatta a fotografi impegnati.  Completano l’opera elementi dal sapore vintage, gonne a vita alta, short, stivaletti, perfezionati ovviamente dall’immancabile macchina fotografica appesa al collo a mò di campanaccio delle mucche al pascolo.

Ma detto questo, quali sono gli oggetti di questa smodata passione? Di cosa si occupano le provette Helmut Newton? E soprattutto quale forma di arte e di denuncia si cela dietro all’immortale scatto? Continua a leggere »

Moda da Divi

marzo 23rd, 2012

Abbiamo visto sfilare Prada ed in passerella uomini comuni, divi, attori come Gary Oldman, Andrien Brody e Tim Roth. Ma per Miuccia Prada sono tutti uguali. Ovvero: uomini di potere. ” A sua Maestà” il cappotto doppiopetto o la versione trnch coat decorato con i pupazzi di Enrico Baj fanno la riverenza. L’aspetto serio e di portamento fiero accompagnano il personaggio. Dandy, eleganti, molto understatement. Insomma, uomini da fine del mondo. Rispolverano il montgomery, infilano il cardigan di lano sopra il blazer e, quando piove, aprono l’ombrello oppure si mimetizzano dentro tute ben imbottite. Sulle passerelle per il prossimo Autunno-Inverno 2012, abbiamo visto loro.

Che cosa succede se la sartotialità moderna flirta con lo humour? Ai cappotti vengono sottratti gli accessori, il piumino strizza l’occhio al completo maschile, i fiori formano la nuova stampa mimetica. E la giacca di pelle? Pretende di più come, per esempio, un coccodrillo deluxe! Roberto Cavalli ha portato in passerella “l’uomo barbuto” e giacche in pelle da colori molto forti come il viola. Versace ha dipinto l’uomo “fiorito”, una specie di completo mimetico a fiori con tanto di coordinato pantaloni, camicia e giubbotto. Continua a leggere »